Alice Piazza – La Cupola Di Santa Maria Del Fiore E Gli Arcani Maggiori

Cathedral of Santa Maria del Fiore Images, https://www.facebook.com/OperaDuomo

https://visionialdila.wordpress.com/2019/04/03/firenze-il-giudizio-finale-nella-cupola-del-duomo/

https://it.wikipedia.org/wiki/Mazzi_Visconti-Sforza. 

Il duomo simbolo di Firenze, è la cattedrale principale della città, la terza per dimensioni in Europa. La Signoria fiorentina ne ordinò la costruzione nel 1296, e i lavori vennero completati strutturalmente nel 1436. In corso d’opera, nel 1412, fu intitolata a Santa Maria del Fiore, e benedetta da papa Eugenio IV. In quel tempo la famiglia de’ Medici e la città, colpita dall’epidemia di peste, e in conflitto con gli Sforza di Milano che stavano assediando Lucca, attraversarono una crisi. Cosimo (Firenze 27/09/1389 – Careggi 01/08/1464) decise di portare avanti la costruzione della cupola della cattedrale, in modo da offrire lavoro alla popolazione e glorificare Dio. La storia della costruzione della stessa è travagliata, e vede distruzioni e interruzioni durante i lavori. Cosimo de’ Medici affida i lavori a Brunelleschi, che vengono appunto sospesi durante l’esilio di Cosimo a Venezia. Al rientro nella sua città, Cosimo è accolto dalle celebrazioni del popolo per il ritorno della sua famiglia.

La saggezza e il mecenatismo di Cosimo, sono note fino ai nostri giorni, grazie alla costruzione di opere mirabili, dalla fondazione dell’Accademia, delle biblioteche, agli edifici pubblici e di culto.

Dal fermento delle arti e degli studi, osservati con occhi nuovi e sottoposti all’arbitrio umano, esplorando ed attingendo ai testi dell’eredità classica, questo periodo è noto come Rinascimento. La ricerca filosofica e l’approccio sperimentale della ricerca scientifica, si muovono in modo sinergico con il sincretismo religioso e l’indagine cosmologica.

Il Rinascimento, citando Von Stuckrad, è “una porta aperta sulla modernità” (pag.165). Il ruolo delle accademie e delle corti italiane è fondamentale in questo graduale processo di riscoperta, che ha il suo fulcro nella discussione della relazione tra essere umano e cosmo, quindi tra libero arbitrio individuale e filosofia naturale, che penetra e indaga la realtà della natura.

Nonostante l’epoca rinascimentale pianti i primi semi di un’indagine che mira a studiare scientificamente le leggi naturali, questa è permeata dal rigido ordine morale derivante dalla religione cristiana. La visione è fortemente antropocentrica, e si cerca di eliminare le componenti pagane, ritenute superstiziose. Allo stesso tempo il mondo simbolico resta saldamente integrato nelle illustrazioni didascaliche anche religiose.

Il soggetto della cupola di Santa Maria del Fiore è il Giudizio Universale: l’essere umano, indaga le capacità del proprio libero arbitrio, e al contempo i limiti. C’è così, anche nello studio dei movimenti degli astri, una distinzione tra ricerca “lecita”, delle leggi naturali e fisiche, legate agli eventi mondani, e una ricerca che viene definita “superstiziosa”, relativa all’oroscopia individuale, che è illecita perché si ritiene che sull’individuo agisca in modo prevalente la volontà divina.

L’affresco stesso del Giudizio Universale riflette le grandi inquietudini che turbavano gli animi umani nell’affrontare questi temi, accompagnati dall’intenzione di sondare anche le influenze degli astri, pertinenti alle sfere celesti, in modo distinto tra movimenti mondani e movimenti pur sempre terreni, ma pertinenti al livello individuale.

La base dell’acceso dibattito rinascimentale tra gli studiosi, in continuità con quello del XII secolo, vede due principali correnti opposte, per una è superiore la ragione, per l’altra la volontà; ne consegue che nel contatto tra filosofia e teologia, queste idee si riferiscano anche a Dio, la cui volontà è libera, non può essere sondata dalla filosofia e ragione umana.

Nel Rinascimento questo dialogo viene rimodellato grazie ai decisivi cambiamenti culturali in ogni ambito, con l’inizio del tentativo di conciliazione tra modelli scientifici e filosofia “originaria”.

L’affresco, iniziato nel 1572 dal Vasari per volere dei Medici, e completato da Federico Zuccari, suscitò meraviglia, ma anche critiche. Nella creazione sono compresenti l’armonia tra uomo, che manifesta la potenza creatrice, e divino, che lo ha fatto a sua immagine; e la netta separazione tra la sede celeste, che ha generato e mantiene quella terrena, e tutte le sue creature, che sono sottoposte al giudizio.

E vidi i morenti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono, e dei rotoli furono aperti. Fu aperto un altro rotolo, è il rotolo della vita. E i morti furono giudicati dagli scritti nei rotoli secondo le loro opere.” (Apocalisse, Giovanni 20:12)

Il messaggio che porta la carta dei rotoli, annuncia il momento supremo del bilancio, nel quale la condotta di ogni singola vita viene ricompensata o punita. Un’ultima trasformazione segue, grazie alla quale “il precedente cielo e la precedente terra erano passati”, e l’umanità è rigenerata e sorge di nuovo. Dall’oscurità può ritornare alla luce, grazie ai simboli, che, con rinnovato significato, diventano strumenti di interazione con le forze celesti, e di espressione dell’interiorità umana in corrispondenza con l’infinità dell’universo.

I tarocchi in questa particolare epoca, e proprio in questa prospettiva di osservazione del rapporto tra individuo e sfera divina, hanno un ruolo importante.

L’accostamento analogico che segue, tra alcuni degli Arcani maggiori e alcune allegorie dell’affresco, è un mio libero collegamento, nato dalla curiosità e la passione per lo studio del mondo simbolico, che credo sia quasi neutro, e perciò, ricordando Marsilio Ficino, ci influenza e può essere da noi influenzato proattivamente, avendo la possibilità e capacità di scegliere i punti di contatto di debilità o di forza.

Credo in te, anima mia,

l’altro che io sono non deve umiliarsi di fronte a te,

e tu non devi umiliarti di fronte a lui.

Walt Whitman

Il mazzo che ho scelto, trovando le immagini online, è quello Visconti-Sforza, risalente proprio al periodo rinascimentale.

I sette settori: Doni, Beatitudini e Virtù

In sette settori sono dipinti i doni dello spirito, le virtù, le beatitudini e i vizi capitali, l’ottavo spicchio è riservato al Cristo e alla corte celeste.

In ogni settore, nel secondo livello, c’è una triade seduta su troni di nuvole, che personifica un dono, una beatitudine, una virtù, al di sotto della triade c’è una regione infernale con la punizione di un peccato capitale.

Le ventuno personificazioni benefiche, ventiquattro contando la triade della regione celeste, influenzano e subordinano ai propri significati le scene sottostanti dei peccati.

La spera ottava vi dimostra molti

lumi, li quali e nel quale e nel quanto

 

notar si posson di diversi volti.

Se raro e denso ciò facesser tanto,

una sola virtù sarebbe in tutti,

più e men distributa e altrettanto. (Dante, Paradiso II, 64-68)

XX Il Giudizio

La facoltà dell’intelletto è infusa dal divino negli esseri umani, che a livello razionale e spirituale sono liberi di apprendere per evolvere nella dimensione animica. Così l’alto è legato al basso. Se l’azione è coscientemente ponderata, lo spirito può “vincere” sulla materia, realizzando il proprio benessere, vicino alla purezza che infonde pace e successo inteso come realizzazione personale. L’invito a mutare e agire dopo aver ponderato, come nell’arcano del Giudizio, può provenire dall’ambiente circostante, stimolando a sua volta dentro noi il sentimento di Amore fraterno, che ci muove all’altruismo.

Nella triade del 2° settore, il dono è la Sapienza, i Pacifici ascendono beati in cielo, e la virtù è proprio l’Amore fraterno; il peccato contrapposto è l’invidia, associato all’idra.

XI La Forza

Il corpo materiale è soggetto alla legge di necessità, allo stesso tempo, come l’arcano della Forza, questa stessa legge ci invita a essere “dominata”, con il potere di intelletto e conoscenza, per incanalare e sublimare l’istinto e le pulsioni, applicando il nostro discernimento e l’autocontrollo, con coraggio e forza di volontà. In questo esercizio le nostre parti più grezze possono essere trasformate in punti di forza, e donate con spirito di iniziativa e generosità, per aiutare il prossimo e difendere la giustizia.

Nella triade del 3° settore sono personificati il dono dell’Intelletto con il diadema alato e le mani ricolme di fiori da distribuire generosamente, i Miti beati alla sua sinistra, con il capo velato e le braccia incrociate sul petto, e la virtù della Prudenza alla sua destra, che tiene in una mano uno specchio e nell’altra un serpente; il peccato punito nella cornice infernale sottostante è l’accidia, associato all’asino.

XIV La Temperanza

Questa versione dell’arcano mi ha colpita particolarmente, ho immaginato l’acqua confondersi con la tinta dell’abito, a primo sguardo mi è parsa addirittura assente. Questo arcano, in atto di devozione, persevera nella sua azione per superare gli ostacoli, con purezza, pazientemente e dolcemente. Immaginiamo l’acqua scorrere in un ciclo fluido, ricordandoci che può mutare in direzione del progresso. Con moderazione ed equilibrio, l’iniziativa guidata da intuizione e ragione al contempo, può essere nutriente, stabile, e creativa. La diffusione della rigenerazione, grazie alla cooperazione e alla solidarietà, è guidata da un afflato di sincero amore universale.

Nel 4° settore: il dono dello spirito santo è la Pietà, con il cuore in mano, i Puri di cuore sono beati, e la virtù è la Temperanza; il peccato la lussuria, associata al maiale.

Nel 5° settore abbiamo la triade: dono del Timore di Dio, beatitudine dei Poveri di spirito, virtù dell’Umiltà; il peccato è la superbia, rappresentata con la caduta di Lucifero e degli angeli ribelli.

La triade del 6° settore rappresenta: il dono del Consiglio, ricevuto dall’anziano da parte di un angelo, i beati che perseguono nella Misericordia, e la virtù della Giustizia; il peccato nel cerchio sottostante, l’avarizia associata al rospo.

VIII La Giustizia

Anche questo arcano sembra annunciare la ripartizione di premio o pena, ripristinando, con la sentenza imparziale, l’equilibrio. Il rigore della stabilità del cosmo, e l’eterna potenza conservatrice delle sue leggi. L’opposizione nuovamente tra livello celeste e perfetto, e terreno che sottende alle sue cicliche vicende. L’essere umano mediante la ragione e la conoscenza cosciente, può agire secondo giustizia, onestamente, praticando la verità.

Nel 7°: il dono della Scienza, la beatitudine è per coloro che hanno fame e sete di Giustizia, la virtù la Sobrietà; il peccato la gola, associato a Cerbero.

Cerbero, fiera crudele e diversa,

con tre gole caninamente latra

sovra la gente che quivi è sommersa.

Li occhi ha vermigli, la barba unta e atra,

e ‘l ventre largo, e unghiate le mani” (Dante, Inferno VI, 13-18)

Nell’ 8° settore, la triade: il dono della Fortezza con l’armatura, accolti in cielo i beati Perseguitati, come la donna che piange coprendosi il viso, la virtù della Pazienza, che tiene lo strumento del giogo; il peccato degli iracondi, associato all’orso.

Nel 1° settore, orientato a Est, sono raffigurati gli angeli con l’Ecce Homo, i cherubini e i serafini, e Gesù con la spada della giustizia e il giglio della misericordia; le due triadi separate dall’angelo che inchioda il globo terrestre: Maria, Giovanni Battista e Adamo ed Eva; la Fede, la Speranza a mani giunte, e la virtù della Carità, raffigurata come una madre che nutre molti figli.

XIII La Morte

Il mutamento è favorevole, superato lo stadio trasformatore del giudizio, ciò che appare fermo, continuerà lasciando nel passato ciò che non è più necessario, che può dissolversi in funzione di un nuovo ciclo, con rinnovata speranza.

Nel giorno del Giudizio, la Morte è sconfitta, raffigurata simbolicamente con la falce spezzata, gli esseri umani rinascono dalla terra, per essere sottoposti al giudizio finale.

La Chiesa con la corona e il mantello d’oro trionfa. Nell’eternità il tempo nella sua ciclicità si ferma, Madre terra con i nove seni, emblema della perfezione e protezione divina, riposa insieme alle personificazioni delle quattro Stagioni, l’inverno anziano, l’autunno con il capo ornato dalla vite, la giovane estate, e la primavera con la corona di fiori.

Fede, Speranza e Carità, le virtù teologali, sono carte inusuali nei moderni mazzi di tarocchi, ma presenti in quello Visconti-Sforza.

Nella parte più alta della cupola c’è il trono di Dio, con i ventiquattro saggi dell’Apocalisse, raffigurati a gruppi di tre; e i simboli degli evangelisti e degli apostoli.

Sopra un mare mirabile

navigando in silenzio,

conosci tu la riva,

o pilota,

dove non urlano i marosi,

dove non è più tempesta?

 

Nel tacito ponente

molte vele in riposo

in un saldo ancoraggio.

E laggiù ti piloto.

Terra! L’eternità!

Eccoci infine in porto!

Emily Dickinson

Sitografia Cattedrale di Santa Maria del Fiore <https://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Santa_Maria_del_Fiore>

Immagini Cattedrale di Santa Maria del Fiore <https://www.facebook.com/OperaDuomo> <https://visionialdila.wordpress.com/2019/04/03/firenze-il-giudizio-finale-nella-cupola-del-duomo/>

Immagini tarocchi Visconti-Sforza <https://it.wikipedia.org/wiki/Mazzi_Visconti-Sforza>

Meskalila Nunzia Coppola, La storia dei Tarocchi <https://youtu.be/65L6x_Whe0o>

Bibliografia

  1. Tuan, Il linguaggio segreto dei tarocchi, ed.Giunti – De Vecchi, 2021.
  2. Von Stuckrad, Storia dell’astrologia, ed. Mondadori, 2005.

Filmografia

I Medici – serie tv, F. Spotnitz – N. Meyer. Regia di S. Mimica-Gezzan (st. 1), J. Cassar, J. M. Michelini (st. 2), C. Duguay (st. 3).

[img. 0] Maria del Fiore

[img. 1] Giudizio Universale

[img.2, 3] Arcano XX

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[img.5] Arcano XI

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[img.7] Arcano XIV

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[img.10] 6° settore

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[img.12] 7° settore

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[img.15] 1° settore

[img.16] Arcano XIII

[img.17] Madre Terra

[img.18] Carità

[img.19, 20, 21] Carta Speranza, Carta Carità, Carta Fede

[img.22] Trono

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